Psicomotricità PDF Stampa E-mail

             PROGETTO DI PRATICA PSICOMOTORIA EDUCATIVA

               (Laura Bignozzi e Alessandra Empiri)

 

 

Premessa :

 

 

La Psicomotricità è una pratica educativa che consente al bambino di esprimersi in modo globale e spontaneo, rispondendo così ai suoi bisogni più profondi; in questa pratica il gioco motorio, la vita immaginativa, e l’espressività convivono e si arricchiscono, consentendo così al bambino di esprimersi attraverso la via corporea, che diventa per il bambino il canale privilegiato per conoscere il mondo, comunicare con gli altri ed esprimere tutta la propria emozionalità.

 

La pratica psicomotoria a cui facciamo riferimento si rifà agli studi del Prof. Bernard Aucouturier, la cui pratica è rivolta ai bambini da 0 a 7/8 anni e prevede all’interno di ciascuna seduta un percorso pedagogico, in cui il bambino sperimenta il suo gioco in fasi successive attraverso spazi e materiali appositamente preparati, (materassi, scivolo, cubi colorati in gommapiuma, teli, corde, palline, peluche, costruzioni, plastilina, fogli e pennarelli) in presenza della psicomotricista che incoraggia e sostiene i giochi, garantisce la sicurezza, riconosce i bisogni originali e le potenzialità, accompagnando così il bambino nel suo percorso evolutivo.

psicomotricita

Obbiettivi del progetto :

 

Il progetto per l’asilo Nido Bau…Sette di via Soderini 21 – Milano, prevede una serie di sedute con cadenza bi-settimanale della durata di 50 minuti ciascuna in cui si attueranno diversi tipi di gioco e di attività a seconda della fascia di età dei bambini:

 

Giochi senso-motori in cui il bambino sperimenta attività motorie globali come arrampicarsi, scivolare, cadere, tuffarsi, rotolare e fare capriole…;

 

Giochi tonico-emozionali in cui il bambino sperimenta attività come sprofondare, spingere, e respingere, trattenere e lanciare, che interessano la tonicità, la sensibilità labirintico-vestibolare e che fanno vivere al bambino intense esperienze a livello emozionale;

 

Giochi simbolici in cui il bambino “fa finta di….” – vi è una trasformazione dei materiali, dello spazio e delle persone, in funzione proprio del gioco (case, tane, lupi, mostri, oppure giochi di ruolo, travestimenti ecc..)

 

Giochi di rappresentazione e racconto della storia in cui il bambino attraverso la manipolazione, le costruzioni di legno, il disegno, il linguaggio, inizia a prendere distanza dal vissuto della seduta.

 

Si ritiene indispensabile soprattutto all’asilo nido, cercare di capire quanto sia importante per il bambino il piacere di fare, di esplorare, di quanto ha bisogno di appropriarsi di un piacere fatto di corpo, di movimento, di equilibrio e disequilibrio; deve poter percepire una relazione empatica e rassicurante, anche con una condivisione sui limiti se necessario, ma deve poter avere un’immagine del corpo che attraverso strumenti comunicativi di ordine gestuale, oggettuale e verbale, gli permetta un’apertura “di piacere” alla comunicazione ed alla relazione con l’altro,

 

 

 

Infine sono previsti periodicamente degli incontri tra la psicomotricista e le educatrici del nido, circa l’attività psicomotoria svolta, ed è anche possibile concordare un incontro con i genitori in itinere.

 

Scarica il volantino

 
 
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